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Posts Tagged ‘berlusconi’

Saru solettu

Saru solettu

La Sardegna

è affondata. Il non-partito ha vinto anche lì. Stravinto. Soru, il leader del Pd che ha da anni una politica ambientale intraprendente e molto simile quella di Obama (ma certe cose se le dici aldilà dell’oceano sono bellissime, ma se le dici in Italia sono fuori luogo) è stato battuto da Cappell… Cappellini…Capallazzi… Cappellacci! Chi?! Chi cazzo è Cappellacci? Chi lo ha mai sentito nominare questo Mister Nessuno? Di Mr.Nessuno si sa solo che era il commercialista di Berlusconi e che è stato indagato per la truffa della “Cisi”. Insomma il poco che si sa gioca pure contro di lui.

 

 

 

Ma allora perché ha vinto? La gente non ha votato Mr. Nessuno, non ha votato per il PdL – che non esiste -, né per Forza Italia – che non è mai esistita -, ma ha votato Berlusconi. Il premier che per due mesi ha abbandonato l’Italia per fare un comizio elettorale continuo e ininterrotto in Sardegna, nella sua residenza estiva. Mr. Nessuno non è altro che una declinazione del Cavalier B., anzi è solo il riflesso in uno specchio del sorridente e smargiasso imprenditor-president-milan-mediaset-mondador-milano2-miconsenta-silvioB. Certo le serpi in grembo al PD, che hanno fatto cadere la precedente giunta, non hanno aiutato, ma perché? Soru, uno dei migliori politici (non dell’isola, ma della penisola), con le idee più innovative, un uomo che aveva capito come poter fare del bene alla Sardegna, che vive di natura e turismo, è stato messo in disparte. Ora ha inizio l’era del cemento, nell’isola-casa-di-villeggiatura del President. Cavalier. Silvietto B. e delle sui lacché Mr.Nessuno.

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l'ultima volta che sono andati a pescare di Silvio B. con Bush

Fotoricordo: l'ultima volta che sono andati a pescare di Silvio B. con Bush

Berlusconi non è andato da Obama. Ormai è ufficiale, in diversi fino all’ultimo si aspettavano di vedere in qualche foto della cerimonia spuntare delle corna, altri erano certi che sarebbe sbucato da dietro qualche colonna facendo cucù. Invece nulla. L’Italia ha perso così una grande occasione di farsi notare, di ricordare al mondo la nostra innata simpatia e la nostra non curanza delle formalità. Ma il nostro Silvio B. aveva un altro “abbronzato” a cui pensare. Americano anche lui, ma del sud, sceso in campo anche lui, ma in un campo di erba, con il numero 10.

 

 

 

Tutti i telegiornali del pianeta parlavano dei miracoli che ci si aspetta da Barack Hussein Obama, mentre nelle sue iniziali già si può leggere il futuro del mondo: B.H.O.

 

Intanto, unica voce fuori dal coro (a parte Bin Laden) è Emilio Fede ha dedicato tutta la giornata di ieri a smenarcela con Bush. “Addio presidente” diceva commosso mentre scorrevano le immagini della marachellate di George con Silvio B., pacche sulle spalle, scambio di barzellette, consigli su come fare il barbecue in cima a vulcani artificiali, fino ai filmati di quando bambini impararono assieme a raccontare le prime bugie. Intanto la democrazia del telecomando cambiava canale.

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obama-ragno Ebbene sì. Il presidente più nero d’America diventa Supereroe Marvel comparendo in un episodio speciale dell’Uomo Ragno. Dopo lo speciale dedicato all’11 settembre, dove i supereroi aiutavano i pompieri a risollevare New York dal disastro terroristico, piangendo affanti per non aver potuto evitarlo, Spider Man torna a contatto con la storia con Obama come co-protagonista. Ancora top secret la trama dell’albo non si sa contro chi combatteranno i zupper eori. Certo però è che la calzamaglia dona tantissimo ad Obama. I pettorali del presidente faranno certamente raddoppiare le vendite del fumetto.

Smentite le voci che parlavano di una risposta italiana all’albo dove Berlusconi sarebbe apparso come co-protagonista di Kriminal.

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The Boss must go on

The Boss must go on

Io non ho riso. Mentre il nostro presidente del consiglio sbucava da dietro una colonna facendo “Cucu” al premier tedesco. Neanche lei ha riso, ha accennato un sorriso compassionevole e imbarazzato come quello di chi rimane senza parole. Non ho riso perché non c’è nulla da ridere, e non perché non abbia il senso dell’umorismo. C’è una differenza fondamentale tra essere ironici ed essere dei pagliacci, e ahinoi, il nostro piccolo presidente rientra nella seconda categoria. Né la recessione, né gli studenti in piazza, né lo sfacelo di Alitalia hanno fatto passare il buonumore a Silvio. Ma infondo basta l’ottimismo… Mediaset va a gonfie vele, il Milan è in ottima posizione in classifica, certo, l’Italia va a rotoli, ma di quella ha poco più del 50%. 

 

 

 

Berlusconi, nel ruolo di rappresentante del popolo Italiano del mondo, assume comportamenti che sarebbero imbarazzanti per una persona qualunque, e che fino al 1994 erano impensabili. Ve li immaginereste De Gasperi sbucare da dietro un cespuglio e fare “cucu” a Theodor Heuss? Cavour assieme ai capi di stato internazionali fare il gesto delle corna, e ridacchiando compiaciuto della propria goliardata? Andreotti dare del “maculato” a Gorbaciov? Ciampi girare con la bandana per poi rivelare una nuova riesumata chioma corvina? Moro bullarsi delle proprie prestazioni virili (per dirla con un garbato eufemismo) mentre esce da una discoteca? La risposta, ovviamente, è no. Perché si dà, o meglio, si dava per scontato, che un politico che ricopre un ruolo istituzionale dovesse avere una tempra morale degna del suo incarico.  Ma questo ormai è acqua passata, oggi è lo show che conta, oggi ci vuole allegria per affrontare i problemi con ottimismo. Stento però a trovare un altro presidente che si presta così tanto alla causa del buon umore. Non mi pare che Obama, Merkel, Zapatero o Sarkozy abbiano mai raccontato barzellette per televisione mentre il popolo che li stava osservando vedeva a rischio il proprio posto di lavoro, vedeva crescere i prezzi e le fabbriche chiudere.

Da noi invece è la normalità. Ogni sera prima di accendere il televisore all’ora del TG un brivido mi percorre la schiena pensando “cosa diavolo avrà combinato oggi Berlusconi? Che gaffe avrà fatto? Che figura barbina ci avrà fatto fare?”

“Che presidente simpatico che avete in Italia” non ho mai sentito pronunciare a uno straniero questa frase. Quando gli stranieri ridono ormai, non lo fanno per le battute, ma ridono di noi. 

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